Appunti

I PROFUMI DEL VINO – PARTE 2

DiVini lettori, riprendiamo i profumi da dove li avevamo lasciati. Pronti?

Allora, esistono anche:

  • Profumi speziati: piuttosto frequenti nel bouquet di un vino, specialmente se un poco più evoluto. Non dimenticatevi che anche il vitigno e la zona di produzione possono essere molto influenti come ad esempio la Syrah in Côte du Rhône, che esprime note di pepe nero. Non da ultimo anche l’affinamento in legno ha un ruolo nella formazione di note odorose, vedi il sentore di vaniglia. Altre spezie frequenti nel vino sono: anice, cannella, pepe (bianco, rosa, verde, nero), chiodi di garofano e zafferano.
  • Profumi tostati: questi profumi sono riconducibili all’evoluzione del vino, specialmente in legno. Tra questi ricordiamo cioccolato, cacao, caffè e tabacco.
  • Profumi eterei: questi profumi riguardano vini che fanno un lungo affinamento e che passano molto tempo in bottiglia. Spesso in questi casi si possono percepire odore di medicinali, cera, smalto, acetone e iodio.
  • Profumi animali: definiti animali perché l’odore ci riconduce all’origine animale. Anche questi profumi sono legati a un’evoluzione in legno che porta alla formazione di sentori di cuoio, pollame, selvaggina e la famosa pipì di gatto del Sauvignon.
  • Profumi fragranti: per spiegare questi si può fare riferimento alla fragranza del pane. Si tratta quindi solitamente di vini che fanno un certo affinamento a contatto con i propri lieviti. Questo è il caso di spumanti e vini che sostano sulle fecce fini. In questi casi si possono percepire anche odori di pan brioches, biscotti e mandorle.

DiVini lettori spero di avervi aiutato a fare chiarezza e che continuerete ad annusare qualsiasi cosa!

Ri – Buone annusate 🙂

Antonella

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