Appunti

LA CONSISTENZA DEL VINO

DiVini lettori, con oggi ci avviciniamo alla conclusione del nostro esame visivo parlando della consistenza del vino. Ricordate che questa valutazione si applica solo ai vini fermi, quindi non alle bollicine per le quali invece viene valutata l’effervescenza.

Mi immagino già la nuvoletta sulla vostra testa: “ma non è un liquido?”

Certo che lo è, come lo sono l’acqua e la Coca Cola, ma se osservate bene questi ultimi sono molto più fluidi, mentre il vino è decisamente più denso. Questo perché contiene alcol e numerose altre sostanze come zuccheri, alcoli, tannini, acidi e sali. Va da sé che ogni vino ha la propria consistenza, da ciò la necessità di valutarla con molta attenzione.

Per esaminare la consistenza del vino impugnate il vostro calice, “riprillate” più e più volte prestando attenzione a come si muove il vino sulle pareti del bicchiere. In particolar modo osservatene le movenze, quanto e con quale facilità si ferma e non trascurate le lacrime (gocce di vino che discendono il bicchiere dopo averlo roteato) e gli archetti (spazi che si formano tra le lacrime).

Regola generale, ma non assoluta: più gli archetti sono stretti e regolari, e a loro volta le lacrime scendono lentamente, più il nostro vino avrà un tenore alcolico maggiore.

Se durante il “riprillamento” del vino questo vi sembrerà fluido, molto simile all’acqua per capirci, ci troviamo davanti ad un vino molto scarico in alcol e corpo. Questo va bene se il vino è per esempio un moscato che in genere ha 5% di alcol, in caso contrario è una situazione inaccettabile e sinonimo spesso di interventi eccessivi in cantina. 

Se vi trovate invece di fronte ad un vino con qualche annetto sulle spalle, con un tenore alcolico importante e una bella struttura, lo potrete definire consistente.

Particolare attenzione va prestata anche ai vini passiti e liquorosi che in genere presentano una consistenza che si può definire viscosa, simile a quella di uno sciroppo.

Ed ora, tirebouchon in una mano, bottiglia nell’altra e…

…prillate e riprillate!

Antonella

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