Appunti

IL COLORE DEL VINO!

DiVini lettori, parleremo oggi del colore del vino, delle sue sfumature e di tutto ciò che ci può far capire.

Il vino può essere bianco, rosato o rosso. Direi che fin qui sia tutto semplice, ma fra poco scoprirete che non è proprio così!

Il suo colore dipende dal tipo e dalla quantità di sostanze coloranti (pigmenti) che vanno a definire l’intensità stessa del colore.

La tonalità, invece, può variare in base al tipo di pigmento presente, che è diverso a seconda del vitigno utilizzato; questa è fondamentale per capire lo stato evolutivo di un vino, perché con il tempo questi pigmenti subiscono numerose variazioni.

Cominciamo dal bianco che può essere:

  • Giallo verdolino: dal nome si intuisce che questo giallo viri su sfumature verdi tenui; ciò ci permette di dire che il vino ha questa intrinseca caratteristica, come ad esempio il Verdicchio o molti prosecchi. Si parla nella maggior parte dei casi di vini giovani.
  • Giallo paglierino: questa è la tonalità più diffusa per i vini bianchi e tipica di tantissimi vitigni; anche in questo caso non si parla di vini invecchiati, ma che si aggirano sui 2/3 anni di vita.
  • Giallo dorato: questa colorazione è tipica dei vini che derivano da vitigni con una carica di colore intensa e ,soprattutto, molti di questi vini subiscono delle lavorazioni particolari, come ad esempio l’affinamento in legno o una macerazione sulle bucce (tecnica che prevede un periodo di contatto tra le bucce e il succo).
  • Giallo ambrato: colorazione, in genere, tipica di vini passiti.
Da sinistra: vino giallo dorato e vino giallo paglierino.

Regola generale: il vino bianco, durante il periodo di affinamento, acquista sempre colore e intensità, non scordatelo mai!

Passiamo ai vini rosati:

Vino rosa cerasuolo.
  • Rosa tenue: vini con una tonalità piuttosto scarica, che possono ricordare il colore di una rosa o della buccia di cipolla; generalmente sono vini ottenuti da uve a bacca rossa, in cui il contatto del succo con le bucce è minimo. Questa colorazione può anche essere tipica di quei vitigni che hanno una scarsa pigmentazione: ne è un esempio il pinot grigio, dal quale si può ottenere il pinot grigio ramato.
  • Rosa cerasuolo: vini con una tonalità e una carica colorante maggiore rispetto ai precedenti; questo significa che il contatto tra il succo e le bucce ha una durata maggiore e dovrebbe ricordare il colore di una ciliegia.
  • Rosa chiaretto: il più intenso e carico di colore, che potrebbe essere paragonato quasi a un rosso scarico. Mi piace sempre associare questo colore al chiaretto del Garda, ormai celebre rosato italiano, chiamato anche “il vino di una notte” per il tempo di contatto delle bucce con il succo.

Regola generale: osservando le sfumature del vino, possiamo capire se abbiamo a che fare con uno più o meno giovane. Se queste virano sull’aranciato, significa che il nostro vino ha qualche annetto.

Terminiamo con i vini rossi:

  • Rosso porpora: tonalità di rosso tipica di vini giovani, ricca di riflessi violacei; un esempio lampante è il vino novello.
  • Rosso rubino: tonalità di vino molto diffusa, che comprende alcuni vini giovani che derivano da vitigni con una pigmentazione media, ma anche vini con 2/3 anni. Non vi potete sbagliare sul colore, ricorda il rubino, quella pietra rossa che vedete spesso nei film sulle corone dei reali!
  • Rosso granato: tonalità tipica di vini rossi con già qualche annetto sulle spalle, molto simile al colore del sangue.
  • Rosso aranciato: qui non ci sono dubbi. Se ci imbattiamo in questa tonalità significa che il nostro vino ha subito un lungo invecchiamento. Come riconoscerla? Basta semplicemente guardare i mattoni di casa.

Regola generale: a differenza dei bianchi, i rossi invecchiando perdono colore e intensità!

Vino rosso porpora, giovanissimo.

Ultima cosa, ma non meno importante: date sempre un’occhiatina alla vivacità del colore del vostro vino. Se la tonalità appare lucente, allora tutto procede bene, ma se il vino vi sembra cupo e spento non è un buon sintomo e può essere sinonimo di ossidazione o semplicemente che abbiamo aspettato troppo a stapparlo!

DiVini lettori, spero che d’ora in avanti guarderete il vostro bicchiere in modo diverso. Alla prossima settimana per proseguire con il nostro esame visivo!

Cin Cin,

Antonella

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