Appunti

LIMPIDEZZA E TRASPERENZA DI UN VINO

DiVini lettori, parliamo oggi dell’aspetto del vino e del suo esame visivo.

Raramente ci fermiamo a guardare cosa abbiamo nel bicchiere, osservandone in maniera sbrigativa il colore, per poi assaggiarlo subito. Ma l’aspetto del vino ci può dire un sacco di cose su ciò che stiamo per bere. I parametri da valutare sono: limpidezza, trasparenza, colore, consistenza ed effervescenza. 

Cominciamo da limpidezza e trasparenza

Un vino si definisce limpido quando non ci sono particelle in sospensione nel nostro bicchiere. Questa valutazione è molto importante perché ci permette di capire già da un semplice sguardo diverse cose. Spesso vi sarà capitato di aprire una bottiglia, versarne il contenuto e trovarlo decisamente torbido e velato. Questo è indicativo del fatto che c’è qualcosa di strano ovvero che il nostro vino può avere subito una seconda fermentazione nella bottiglia o che alcuni batteri ne hanno alterato il contenuto. In questi casi il vino si potrà definire velato.
Ma poiché il mondo del vino è relativo ovviamente esistono delle eccezioni e forse qualcuno di voi avrà sentito parlare del prosecco “col fondo” che risulta essere piuttosto torbido nell’aspetto, questo perché subisce una metodologia di produzione che ne prevede una rifermentazione direttamente nella bottiglia, senza però essere mai illimpidito come accade invece per il resto dei vini.

Anche nei vini rossi, soprattutto quelli con diversi anni sulle spalle è frequente trovare sedimenti polverosi sul fondo dei bicchieri e della bottiglia, questo non è che il sintomo o di un vino che non ha subito alcun tipo di filtrazione (tecnica di cantina che consente di eliminare le particelle presenti nel vino) o di un vino che con il tempo ha piano piano lasciato cadere le parti più pesanti. A volte capita anche di trovare dei piccoli cristalli indice del fatto che il vino in esame è stato sottoposto a temperature troppo rigide. In questi casi potremmo definire il nostro vino abbastanza limpido, anche perché la presenza di questi elementi non intacca la qualità del nostro vino.

In genere oggi giorno la maggior parte dei vini in commercio risultano essere limpidi poiché i produttori prima di imbottigliare e mettere in commercio preferiscono filtrare in modo da avere un prodotto molto più stabile.

Alcuni vini in merito alla limpidezza possono essere definiti cristallini e brillanti perché sembrano brillare di luce propria. Questi sono aggettivi che per lo più si riferiscono a vini bianchi e in particolar modo a spumanti.

La valutazione della limpidezza è correlata alla trasparenza del vino, ovvero alla sua capacità di far passare la luce attraverso il liquido. È intuibile quindi che i vini bianchi data la loro colorazione siano trasparenti e nella maggior parte dei casi limpidi. Ma per la valutazione di un vino rosso le cose si complicano proprio per il colore.
Ci sono alcuni vini rossi con colorazioni molto scarne, come per esempio il Pinot nero, che quindi avendo una buona trasparenza (foto in alto) permettono anche di valutare al volo la limpidezza. Ma nel caso di vini in genere dal colore molto più intenso e scuro, come per esempio Cabernet e Syrah, va da se che il tutto si complica. In questi casi può essere utile inclinare il bicchiere su un fondo bianco (foglio di carta) in modo tale da poter valutare al meglio la limpidezza.

Divini lettori, se avete domande non esitate. Nel frattempo vi do appuntamento alla prossima settimana per un nuovo articolo sul colore del vino!

Stappate & stappate, ma fatelo responsabilmente. 😉

Antonella

 

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *